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Alatri, ecco le bestie che hanno ammazzato con il branco il povero Emanuele

Sono due le persone fermate nella notte a Roma per l’omicidio di Emanuele Morganti. Da quanto riporta il quotidiano locale Ciociaria Oggi, si tratterebbe di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, entrambi maggiorenni, frattellastri ed originari di Alatri.

Quello sull’età potrebbe essere un dettaglio non da poco, visto che in conferenza stampa il Maggiore Contente ha preferito non dare riscontri sull’età delle altre persone potenzialmente coinvolte. Un quadro ancora non chiarissimo, dunque, ma dal quale cominciano a venir fuori i primi nominativi che sarebbero coinvolti nel tragico evento. Come scrive il Messaggero, Mario Castagnacci avrebbe 27 anni e sarebbe un cuoco, mentre Paolo Palmisani ne avrebbe 20. “Queste persone, ha dichiarato il procuratore De Falco, avrebbero posto in essere una condotta violenta e, nello specifico, la condotta che poi avrebbe determinato l’evento finale. Almeno uno di loro avrebbe dei precedenti penali legati allo spaccio di stupefacenti. Ci sarebbero insomma indizi concreti, ma resterebbe ancora molto da investigare, ad esempio relativamente al movente del gesto. Le due persone fermate sono ” riconducibili ad ambienti delinquenziali” e potrebbero aver voluto affermare una loro “capacità di controllo del territorio”, ha detto il procuratore De Falco. I due sarebbero noti agli ambienti alatrensi, una città tranquilla, ma frequentata anche da frange violente. Il reato contestato al momento è l’omicidio volontario per motivi futili. I due, dunque, sarebbero fratellastri ed i giornalisti hanno insistito durante la conferenza stampa nel chiedere se durante l’aggressione sarebbe stato presente sulla scena anche il padre dei due, la storia, insomma, potrebbe aver coinvolto più di due membri della stessa famiglia.

Intanto è esplosa la rabbia social nei confronti dei due fermati. Tante le rimostranze di sdegno e rabbia nei confronti dei due, una pagina facebook probabilmente privata e riferibile alla cittadina di Alatri ha persino condiviso le foto dei due fratellastri. Le persone, insomma, sarebbero note a molti nella cittadina ed i loro nomi sarebbero circolati su internet già nelle ore precedenti all’arresto, così come riporta questo articolo. Sarebbero, in definitiva gli “stessi individui presi di mira sui social network e dalla cittadinanza inferocita”. Qualcosa nella cittadina ciclopica quindi sembra essere trapelata già prima della notizia dei fermi. Su internet, come dimostrano queste foto, la rabbia è moltissima ed il rischio è che alla vicenda seguano altri episodi incresciosi legati a possibili vendette, per quanto nella conferenza stampa abbiano detto che non ci sono segnalazioni in merito, sembra tangibile. Fratellastri, dunque, membri di una famiglia che presenterebbe qualche problema alle spalle, visto che c’è chi pubblicamente, sempre su internet, si affretta nel dire che la loro situazione familiare non è per nulla omologabile alle altre presenti nel contesto della cittadina ciclopica. “Si chiede se nel nostro paese siano tornate le spedizioni punitive come nei tempi medioevali….Ci accusano di omertà. ….Nella vicenda sanno che sono coinvolti un padre ed un figlio…Ed allora tirano fuori la storia che da noi mancano i valori della famiglia….Noi tutti sappiamo che non è così. …Noi tutti conosciamo quel padre e quel figlio…..Noi tutti sappiamo che non sono loro che devono identificare il nostro ” essere famiglia”, scrive un utente al riguardo. Una realtà familiare che non sarebbe ascrivibile alla normalità, dunque, quella dei due fermati. In attesa di capire chi siano gli altri indiziati per la tragedia che ha coinvolto Emanuele Morganti.

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